Iniziamo a entrare un po’ più nel dettaglio del progetto e ad analizzare i vari punti.
Iniziamo dalle “Premesse”.
Il Sistema Calcio è gravemente malato. Ad alti livelli la vera e proprio bolla finanziaria che alimenta questo sport (anche se ormai si dovrebbe parlare più di “show”) è sempre più fuori controllo ed è probabilmente destinata ad esplodere.
Questo però accade solo in una cerchia ristretta di società calcistiche, mentre la stragrande maggioranza delle “squadre di provincia” cerca di sopravvivere in contesti in cui il giro di denaro è nettamente inferiore, i ricavi sono drammaticamente esigui e gli investimenti (soprattutto quelli infrastrutturali) un miraggio. Un sistema povero e tendente al perpetuo impoverimento, in cui anche un monte debitorio non straordinario può portare al fallimento e soprattutto una “stagione sbagliata” che si conclude con una retrocessione spesso porta alla scomparsa di realtà calcistiche anche secolari.
Come per ogni altro ambito, il Sud Italia soffre ancora di più questa situazione, poiché nettamente più fragile dal punto di vista economico (più del 40% delle società calcistiche fallite negli ultimi 24 anni sono del Sud).
In questo pantano di difficoltà economiche, incompetenza, “uomini forti” al comando, proliferano personaggi poco limpidi o veri e proprio truffatori, che si approfittano della passione di migliaia di persone per speculare fino all’osso ciò che rimane di queste società.
E i tifosi? Spesso sono costretti ad assistere a umilianti fallimenti in modo del tutto impotente, poiché essi vengono considerati niente più che “clienti”.
Ma una squadra di calcio è molto di più! E’ comunità, passione, condivisione!
Gli ultimi anni di Pietro Sciotto sono stati un mix letale di tutte queste derive malate del sistema calcio: incompetenza, testardaggine, società intesa come “esclusiva proprietà” di un solo “uomo forte”, continuo scarico di colpe e responsabilità, attacchi verso i tifosi e le loro giuste proteste. Infine, un fallimento pilotato per uscire di scena addossando ad altri responsabilità morali ed economiche di questi anni di pessima gestione (tentativo piuttosto goffo tra l’altro, su cui spero stiano già indagando le forze dell’ordine).
E adesso? Ancora è presto per capire come andrà a finire, ma sembra abbastanza scontato che il calcio a Messina è di nuovo in grande pericolo, considerando anche gli spaventosi nomi di eventuali personaggi interessati a rilevare l’ACR Messina (Ferrero, Antonini, mister X vari ed eventuali, altri “uomini forti” o imbroglioni di varia natura).
Non arriverà il salvatore della patria! Anzi, è meglio che non arrivi, perché è molto probabile che la storia continuerà a ripetersi, come è accaduto negli ultimi 20 anni.
E’ giunto il momento di prendere in mano direttamente ciò a cui teniamo. Se non lo salviamo noi il Messina non lo farà nessuno! E soprattutto solo i veri tifosi e appassionati possono garantire un presente e un futuro alla squadra che rappresenta la loro comunità! ![]()
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