Progetto nel dettaglio

Oggi entriamo un po’ nel dettaglio del “Progetto”.

Ringrazio pubblicamente l’associazione Supporters In Campo, i quali hanno già dato la loro disponibilità a dare una mano nelle varie fasi della possibile creazione della cooperativa. Vi allego anche il loro straordinario “Manuale”, nel quale sono spiegati in modo molto chiaro e approfondito tutti i principi alla base della idea della Cooperativa Messina Calcio, nonché degli utilissimi consigli che senz’altro adotterò.

Innanzitutto perché proprio una Società Cooperativa? L’ordinamento italiano attuale non prevede delle tipologie di società specifiche per il mondo dello sport e del calcio (al contrario di altri paesi europei, come già illustrato ieri), e dal regolamento della Lega Calcio le uniche indicazioni sembrano essere che la società rientri, a grandi linee, nella tipologia S.p.A o S.R.L. (per questo ringrazio un’altra delle tantissime persone che mi hanno scritto, laureato in Giurisprudenza alla Bocconi e impiegato presso una studio legale di Milano che si occupa di diritto internazionale – ancora una volta sottolineo quanto la passione e la cooperazione siano delle armi estremamente potenti e che veramente “Uniti tutto è possibile”!). La Cooperativa non è una forma di società che dovrebbe entrare in conflitto con l’ordinamento attuale, anche perché è scritto chiaramente che ad un certo punto ogni Società Cooperativa deve “scegliere” a quale modello di società fare riferimento tra S.p.A e S.R.L., come ordinamento. Quindi si manterrebbero tutte le caratteristiche della Cooperativa, in particolare il suo Statuto, ma formalmente rimarrebbe assimilabile ad uno di quei due modelli.

Ad ogni modo, fondare una Cooperativa è un procedimento abbastanza alla portata, poiché ciò che serve per legge è il numero minimo di soci (3), i quali devono versare una quota sociale di non meno di 25€ a testa (un massimo di 500€ a testa e 100.000€ complessivi totali per singolo socio). Naturalmente fondare una Società Cooperativa prevede determinati passaggi burocratici (parcella del notaio, l’iscrizione al Registro delle imprese presso la Camera di Commercio e all’Albo nazionale delle cooperative, l’apertura della partita IVA, l’acquisto e la vidimazione dei libri sociali e dei registri contabili, e, non obbligatorio ma consigliato, creazione di un conto corrente ad hoc). Il costo di tutto questo dovrebbe aggirarsi intorno a 2000-2500€, quindi è bene che il capitale sociale iniziale corrisponda a questa cifra. Tutte queste informazioni sono facilmente reperibili sul sito di Legacoop Nazionale, la principale associazione italiana di tutela e rappresentanza delle cooperative.

Proprio per questo motivo, nelle diapositive che illustrano il progetto, avevo ipotizzato un numero minimo di Soci Fondatori pari a 20, con quota sociale di 125€ a testa (ma di questo parleremo meglio domani).

Quali sono i restanti Princìpi alla base della Cooperativa che poi devono portare alla stesura dello Statuto (il documento fondamentale della società) e che si sposano bene, a mio avviso, con la gestione “dal basso” di una squadra di calcio da parte dei tifosi?

1. la democraticità, assicurata dall’assioma “una testa, un voto”, a prescindere dal totale del capitale versato nella società dal singolo socio; principio che si esplicita nell’elezione del Presidente e del Consiglio d’Amministrazione

2. forte legame con la comunità di riferimento e promozione dello sviluppo della stessa

3. lo scopo mutualistico: “fornire direttamente ai soci beni, servizi od occasioni di lavoro a condizioni più vantaggiose di quelle che i soci stessi otterrebbero sul mercato”

4. assenza dello scopo di lucro, o meglio l’idea per la quale il capitale della società deve essere utilizzato esclusivamente per la crescita e la progressione della società stessa

Gli stessi soci, nel momento in cui diventano tali, hanno dei doveri nei confronti della cooperativa: devono accettare e osservare tutte le regole contenute nello Statuto e nel Codice Etico della società; pagare con regolarità le quote sociali; partecipare alla vita sociale della società e osservare le delibere degli organi sociali, nonché eventuali “procedimenti disciplinari”.

Il socio può perdere tale status in caso di recesso volontario (in qualsiasi momento può decidere di non far più parte della cooperativa), esclusione (per gravi inadempienze dello Statuto o delle delibere sociali o per mancato versamento delle quote sociali) o decesso. In tutte queste circostanze l’ex-socio (o i parenti in caso di decesso) può chiedere il rimborso delle quote versate “esclusivamente delle azioni interamente liberate…in misura mai superiore all’importo effettivamente versato”. Quindi c’è un sistema incrociato di tutele, sia per la società che per il singolo socio.

Uno dei problemi più noti delle Cooperative è una maggiore difficoltà del raccogliere capitale. Ci sono però diversi metodi per cercare di ovviare a questo problema (e molti altri se ne potrebbero intraprendere, e in questo il Calcio potrebbe sicuramente muovere molto più di quello che accade normalmente nel mondo delle società cooperative), ma esistono anche metodi già noti, come ad esempio i Soci Sovventori, in sostanza soci che possono “acquistare più azioni/quote sociali”, cioè versare più capitale, pur restando ferrea la regola “una testa, un voto”.

Come ogni società, anche la cooperativa è obbligata a stilare un bilancio annuo, che deve essere presentato e approvato in assemblea.

Per concludere, gli Organi Sociali. Senza dubbio il fulcro di ogni società cooperativa. C’è un discreto margine di elasticità per la stesura dello Statuto e quindi per l’impostazione dell’organizzazione della cooperativa, ma i capisaldi sono essenzialmente tre:

1. l’Assemblea dei Soci, l’organo supremo della cooperativa, che si può riunire in via ordinaria (es. ogni anno) o straordinaria (quando una percentuale pre-stabilita dei soci lo chiede o quando il consiglio d’amministrazione lo decide). E’ qui che vengono elette le cariche rappresentative della società, viene approvato il bilancio e si decidono le questioni più rilevanti della società stessa. Ogni socio ha diritto di parteciparvi e diritto di voto.

2. Consiglio d’Amministrazione, composto da un Presidente e da un numero pre-stabilito di Consiglieri. E’ l’organo esecutivo della cooperativa, detta la linea “politica”, sportiva e aziendale della società, su mandato diretto dei soci tramite elezione. Rappresenta anche legalmente la società. A mio avviso si sposa perfettamente con la gestione di una squadra di calcio, poiché chi decide dove condurre il club dal punto di vista sportivo e aziendale viene decretato dai voti dei singoli soci, il mandato ha una durata limitata che ben si sposa con i “cicli sportivi” delle squadre di calcio e una volta terminato il mandato, se i soci lo vorranno, potranno confermare la loro scelta oppure decidere di cambiare, in seguito ad una vera e propria “campagna elettorale”. Esiste anche la possibilità di far decadere il consiglio d’amministrazione in casi particolari e se lo chiede una larga maggioranza di soci (altro sistema di tutela).

3. Collegio Sindacale, che si occupa di vigilare sull’osservanza dello Statuto e delle delibere della società, decreta eventuali procedimenti disciplinari e inoltre vigila sull’operato del consiglio d’amministrazione e sulla regolarità del bilancio.

Insomma un sistema democratico, trasparente e tutelato di gestione di una società calcistica 🟡🔴

PS. E se dovesse andar male e non dovessimo riuscire ad acquistare il Messina? Pazienza, si liquida la società e si restituiscono le singole quote sociali (al netto delle eventuali spese sostenute) 😉

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